Come assemblare un pc

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 COME ASSEMBLARE UN COMPUTER            

 

La possibilità di assemblare da soli il proprio personal computer permette    di scegliere i componenti che si preferiscono. Il montaggio di un PC è un’operazione abbastanza complessa ma che, se fatta con attenzione, non è assolutamente pericolosa (per se e per i componenti montati). E’ necessario ricordare sempre di non inserire corrente fino a quando non si è sicuri di aver montato correttamente il tutto.

 

Gli elementi indispensabili per il montaggio di un personal computer sono:

 

*      case, il contenitore all'interno del quale sono montati i diversi componenti

*      floppy drive, il lettore per floppy disk(che quasi non è più usato)

*      lettore dvd, indispensabile per installare il sistema operativo e il software che verrà in seguito utilizzato

*      hard disk, nel quale vengono caricati il software e salvati i dati;

*      motherboard(sk madre), il vero e proprio centro vitale del computer, alla quale vengono collegate, in modo differente, tutte le periferiche presenti nel sistema

*      memoria ddr

*      processore o CPU

*      scheda video

*      cablaggi vari (in genere forniti in dotazione con la motherboard);

*      mouse

*      tastiera

*      monitor

*      scheda audio

*      scheda di rete

*      modem

 

 

 

 

Il primo elemento al quale è necessario prestare attenzione nel momento del montaggio di un personal computer è il case, cioè il contenitore di tutti i componenti.

 

Due sono i parametri da considerare all'atto della scelta:

 

*      formato

*      dimensione

 

A questi seguono una serie di criteri che devono essere presi in considerazione per una corretta scelta del case, come ad esempio la robustezza, la presenza di numerosi vani di espansione, l'accessibilità interna, la presenza di alimentatore di watt adeguato (almeno 350W, meglio se 400W o superiori) e certificato.

Case ATXNell'immagine di lato è riprodotto il case in formato ATX si noti come un vano da 5 1/4 e uno da 3 1/2 siano già aperti, pronti rispettivamente per lettore di CD-Rom e Floppy Drive.

Prendiamo il case, svitiamo dal pannello posteriore le viti che lo fissano e sfiliamo il pannello; avremo completa accessibilità al vano laterale e all'interno del case. Per prima cosa procediamo al montaggio del Floppy drive, del lettore di CD-Rom e dell' Hard disk; prestiamo attenzione che vi sia sufficiente spazio tra questi tre componenti, che attorno all' Hard disk in particolare non vi siano troppi componenti e che sia possibile avere una certa circolazione d'aria (mai montare uno o più hard disk a contatto con il floppy drive o con altra periferica, soprattutto se un masterizzatore).

hard disk + floppy driveSi noti come tra hard disk e floppy drive sia stato lasciato un vano da 3 1/2 libero; questo per fare in modo che l' hard disk non si surriscaldi durante il funzionamento. Una volta terminata l'installazione di motherboard, memorie e processore sarà necessario prestare attenzione ai cablaggi, sia delle periferiche EIDE installate che del floppy drive, facendo in modo che non vaghino eccessivamente nel case e non impediscano l'ottimale ricircolo dell'aria. Una volta installati questi componenti, serrando molto bene le viti (senza esagerare) utilizzandone almeno quattro per ogni componente, possiamo passare alla seconda fase, il montaggio della motherboard nel case.

 

Come installare la motherboard

 

L'installazione della motherboard è una procedura abbastanza lunga ma non particolarmente impegnativa. Pensando ad un case di tipo mini tower o tower, la motherboard viene montata sul pannello di destra per mezzo di alcune viti di fissaggio; la prima cosa da fare è quella di svitare il pannello dalla struttura portante del case (in genere basta svitare due o tre viti) e poggiarlo su un tavolo, oppure se si possiede un case con slitta interna sfilare quest'ultima dalle guide all'interno del case.

 

 

 

 

 

 

5.jpg (8416 byte)3.jpg (3935 byte)Lungo il pannello si notano numerosi fori per viti: appoggiando la motherboard sul pannello si faccia attenzione a quali di essi corrispondono ai fori presenti sulla motherboard e in essi si inseriscano gli appositi sostegni per la motherboard: qui a lato sono riprodotti i diversi tipi di sostegno per motherboard che possono essere forniti in dotazione con il case; i tre bianchi sono di plastica e possono essere o incastrati o avvitati nei fori presenti nel pannello di sostegno della motherboard, mentre quello metallico color rame viene avvitato e in esso è avvitata una vite che serra la motherboard. Questi sostegni servono per alzare la motherboard dal pannello così da evitare possibili contatti tra quest'ultimo e le piste della motherboard. Una volta inseriti i sostegni, si monti la motherboard sul pannello e si fissino tutte le viti.

 

6.jpg (3757 byte)Le porte saldate sulla motherboard devono combaciare perfettamente con i fori presenti sulla mascherina in dotazione con il case; da sinistra troviamo i connettori PS/2 per tastiera (in basso) e mouse (in alto); le due porte USB; le porte seriali (in basso) e parallela (sopra queste ultime); le aperture per jack audio (tre, in basso) e porta joystick (in alto) qualora la scheda madre integri il sottosistema audio.

 

E' necessario prestare massima attenzione al serraggio delle viti, che devono essere ben strette, e soprattutto che non vi sia qualche sostegno metallico a contatto con una delle piste della motherboard, onde evitare possibili corto-circuiti (e quindi la mancata accensione del computer).

 

Ultima operazione da effettuare è l'inserimento del connettore di alimentazione, che se del tipo ATX è plastico e di colore bianco, con due file di 10 connettori sagomati in modo particolare, in modo da poter essere inserito solo per un verso.

 

7.jpg (4450 byte)8.jpg (5087 byte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il manuale della motherboard è in genere ricco di dettagli e illustrazioni che guidano la procedura di montaggio, un consiglio può essere, pertanto, quello di sfogliare il manuale prima di installare la motherboard.

 

Una volta installata la motherboard e connesso l'alimentatore, viene il momento di passare al processore (la cosiddetta CPU).

 

 

Montaggio del processore

Prima di inserire la cpu nel Socket è necessario alzare di 90 gradi la leva di serraggio, che si trova nella parte destra; così facendo i piedini del processore entreranno senza sforzo all'interno dei fori del socket e saranno a questi ultimi serrati solo dopo che la leva sarà stata abbassata.

 

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Nell'immagine si nota la cpu che sta per essere inserita all'interno del Socket; i piedini sono molto fragili pertanto è necessario fare attenzione che siano ben allineati e che nessuno di essi entri storto nei fori del Socket, in quanto oltre che impedire il corretto funzionamento del processore potrebbero rompersi rendendo così inutilizzabile il processore.

Fatto questo si deve bloccare la cpu rimettendo la levetta marrone al suo posto. Adesso si deve posizionare il dissipatore con relativa ventola di raffreddamento sulla cpu facendolo aderire su di essa in modo che si blocchi incastrandosi. Nel fare ciò ci si deve assicurare che la superficie metallica del dissipatore combaci perfettamente con quella del processore: in tal modo quest'ultimo cederà ad esso la maggiore quantità di calore possibile evitando di scaldarsi troppo.

Una volta installato il processore è necessario fornire alla ventola di raffreddamento la giusta alimentazione. Il connettore può essere di due tipi: identico a quello utilizzato per alimentare hard disk e lettori di CD-Rom, oppure di tipo tachimetrico; nel primo caso è necessario collegare il connettore di alimentazione della ventola ad uno dei connettori che fuoriescono dall'alimentatore del case, mentre nel secondo caso è necessario utilizzare uno degli appositi connettori di alimentazione presenti sulla motherboard, come illustrato nell'immagine sottostante:

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questo è il connettore di alimentazione per ventola presente sulla motherboard; questo tipo di connettore è anche noto con il nome di tachimetrico, in quanto la ventola che ad esso è collegato dispone di tre fili, due di alimentazione e uno per segnalarne la velocità di rotazione al sistema di monitoraggio hardware eventualmente presente sulla motherboard. Il vantaggio di questo tipo di connettori, oltre alla possibilità di sfruttare l'indicazione tachimetrica, è quella di non occupare uno dei connettori di alimentazione che fuoriescono dall'alimentatore del case.

 

Secondo passaggio è l'installazione della memoria di sistema RAM o DDR;

 

I connettori, noti come banchi memoria, sono in genere di colore nero per le dimm e BLU per le DDR, ed in numero variabile da 2 a 4, con piccole alette plastiche ai lati che servono per fissare i moduli. Nel caso delle DDR il modulo ha la caratteristica di tenere uno spacco quasi al centro.Nel caso delle dimm il montaggio gli spacchi ne sono due:in entrambi i casi  si inserisca il modulo nel banco prima da un lato e poi dall'altro, facendo attenzione che le due guide lungo il modulo combacino con quelle del banco (anche perché così non facendo il modulo non entra).

13.jpg (8757 byte)Le alette laterali di serraggio, di colore bianco nell'immagine, fermano il modulo di lato e durante l'inserimento di quest'ultimo devono essere progressivamente accompagnate con le dita, così che l'inserimento del modulo sia più semplice. Molte volte è necessario applicare una certa forza in quanto l'inserimento risulta essere difficile, pertanto non preoccuparsi se la procedura sembra un po' ostica.

 

Una volta montati motherboard, processore e memoria è possibile passare alle periferiche collegate alla motherboard e alle connessioni con Hard Disk, Floppy drive e lettore di Cd-Rom.Volevo farvi notare che in commercio oggi abbiamo hard disk SATA(serial ata)che hanno montaggio diverso da quelli  ide.

Per prima cosa vanno osservate la parte posteriore del disco rigido e del lettore cd. Vedrete dei jumper (o ponticelli) uguali a quelli della scheda madre. Con questi si può configurare l’unità considerata come master o slave. L'hard disk contenente il sistema operativo andrà impostato come master, mentre un eventuale secondo disco rigido come slave.Queste operazioni devono essere seguite scrupolosamente le indicazioni dei vari manuali. E’ buona norma configurare il cd-rom come secondary master. Tutte e tre le unità andranno inserite in un alloggiamento (detto bay) del case. Per fare ciò vanno rimosse inizialmente tutte le coperture in plastica che si trovano sulla parte frontale del contenitore. In questo modo si possono inserire le periferiche introducendole più agevolmente dal davanti. Quando saranno tutte nei rispettivi alloggiamenti potrete rimettere a posto le coperture dei vani non utilizzati. Dei componenti i primi due andranno ad occupare altrettanti alloggiamenti piccoli (3.5 pollici), il cd-rom invece andrà posto in uno dei vani più grandi dalla dimensione di 5.25 pollici. Una volta inserite nei vari bay, le periferiche andranno fissate con apposite viti fornite col case.

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A questo punto dovranno avere la corrente mediante i rispettivi cavi uscenti dall'alimentatore. Quello per il floppy ha un connettore più piccolo degli altri perciò non ci si può sbagliare. Gli altri cavi possono essere inseriti indifferentemente nell'hard disk o nel cd rom.

 

 

 

20.jpg (3553 byte)Osservando la motherboard si noteranno tre connettori abbastanza grossi, in genere posti nella parte superiore e il più delle volte dotati di guide plastiche d'inserimento di colore nero o bianco: si tratta dei connettori per i due canali EIDE e per il floppy drive, gestiti direttamente dal chipset montato sulla motherboard. A cascuno dei primi due è possibile collegare un massimo di due unità EIDE (hard disk, masterizzatori, lettori di CD-Rom), mentre al secondo fino a due floppy drive (da 3 1/2 oppure da 5 1/4, anche se ormai quest'ultimo è uscito dal mercato da alcuni anni), utilizzando gli appositi cavi EIDE forniti in dotazione con la motherboard o acquistabili sfusi.

 

I canali EIDE, come sopra detto, sono due:

*      Primary

*      Secondary

SPECIFICATI SUL MANUALE

 

Entrambi, a loro volta, possono pilotare un massimo di due unità EIDE (oggi in commercio esistono delle sk di espansione per canali ide), chiamate:

*      Master

*      Slave

 

Tutte le periferiche EIDE possono essere collegate ai due canali EIDE nell'ordine che si preferisce, anche se è necessario indicare ad ogni unità collegata il suo stato di master o slave; in parole povere, se nel canale primary si collegano due hard disk, uno di essi dovrà essere selezionato come master e l'altro come slave. Questo è fatto intervenendo attraverso alcuni jumper direttamente sull'hard disk (o sulla periferica EIDE utilizzata in quel momento), seguendo le indicazioni del produttore (in genere serigrafate sul prodotto o su un'etichetta). La norma generale vuole che l'hard disk principale venga collegato come primary master e che il lettore di CD-Rom sia collegato nel canale secondary, master; se sono installate tre periferiche EIDE è buona cosa lasciare l'hard disk principale da solo come master del canale primary e collegare le altre sue periferiche al canale secondary.Infatti nel caso si volesse montare un masterizzatore bisogna ponticellare il masterizatore come master il dvd come slave e cllegarli entrambi sul flat che è collegato al canale eide secondario.

18.jpg (5351 byte)Nella figura qui al lato c’è raffigurato il cavo di collegamento EIDE per l'hard disk e il cd rom: si tratta di un connettore a 40 contatti, con ai due estremi una terminazione in plastica e al centro un terzo connettore, identico a quelli posti alle due estremità; a uno dei due estremi viene collegato uno dei due canali EIDE presenti sulla motherboard, mentre agli altri due canali vengono collegate le periferiche presenti. E’ buona norma procurarsene uno per ciascuna della due periferiche: in questo modo si possono collegare il disco rigido al canale Ide 1 il lettore dvd all'Ide 2.

 

A seguire è la volta del cavo Floppy: si può distinguerlo dal precedente per la strozzatura di alcuni fili che appare chiaramente nella sua estremità destra vicino al connettore nero, come nella figura qui a lato. Sia il cavo del floppy che i cavi ide presentano una striscia rossa che li percorre da un solo lato in tutta la loro lunghezza: quando si inserisce l'estremità nera nelle varie porte Ide 1, Ide 2 e Floppy della scheda madre si deve fare attenzione che la linea rossa combaci con la parte del connettore segnata con il numero 1 (sia nella motherboard che nelle periferiche). Le più recenti periferiche EIDE sono dotate di guide d'innesto che impediscono di sbagliare i collegamenti, pertanto inserire i cavi al contrario è pressoché impossibile (e anche se succedesse l'unica conseguenza sarebbe il mancato riconoscimento da parte del sistema della periferica).

 

Qualora si opti per un sistema SCSI la procedura da seguire è molto simile a quella adottata per le periferiche EIDE, anche se in questo caso i cavi dovranno essere collegati direttamente al controller SCSI (che può essere direttamente integrato nella motherboard o, più facilmente, su scheda PCI installata in uno slot della motherboard); altra differenza rispetto alla procedura EIDE è che ogni canale SCSI deve essere terminato, cioè l'ultima periferica collegata ad un canale SCSI deve essere jumperata come termination on, così che il controller sappia che quello è l'estremo della catena e che oltre non sono collegate altre periferiche.

Uno dei componenti essenziali per il funzionamento di un personal computer è la scheda video (nella foto si vede una ATI PRO); senza di essa, infatti, il sistema non può neppure essere avviato. Lo slot AGP, nel quale deve essere inserita la scheda video, è riconoscibile molto facilmente in quanto di colore marroncino o nero e posto a metà motherboard, il primo dall'alto tra tutti gli slot di espansione.

 

L'inserimento della scheda video, come per ogni altra scheda, è un’operazione abbastanza semplice, in quanto basta allineare i connettori presenti sulla scheda con la fessura dello slot e inserire con decisione (il più delle volte è necessario premere con tutta la mano) la scheda, fissando quindi con una vite l'aletta di fissaggio della scheda all'intelaiatura del case.
Una volta installata la scheda video possono essere montate diverse periferiche, a seconda della configurazione scelta; in genere sono presenti una scheda audio e, se la macchina è pensata anche per giocare, un ulteriore acceleratore 3D (sempre che questo tipo di accelerazione non sia già fornita dalla scheda video AGP). Con tutte le periferiche la procedura di installazione, sia con slot PCI (di colore bianco e lunghi poco più di quello AGP è simile a quella illustrata per la scheda video AGP.

 

 

25.jpg (7557 byte)Una volta terminate le operazioni di connessione di schede AGP, PCI e ISA e dei controller EIDE e SCSI è necessario collegare tutti i cablaggi che comandano led, spie e pulsanti del case: in genere questi cavi sono raccolti in un fascio e dotati di pratiche e chiare serigrafie, così che il loro collegamento sia più facile. I connettori ai quali questi cavi devono essere connessi sono posti sulla motherboard, in genere nella parte inferiore a destra, e dotati di indicazioni chiare sul manuale. Ricordate che è indispensabile collegare il connettore del case atx power, altrimenti sarà impossibile avviare il sistema. A questo punto il case può essere chiuso; si prenda il pannello e lo si faccia incastrare perfettamente, facendo attenzione che le guide di scorrimento si inseriscano correttamente; si può anche evitare di avvitare subito il pannello, così da non dover svitare nuovamente le viti qualora vi sia qualche problema e sia necessario rimettere le mani all'interno del case.

 

Sul pannello posteriore del case sono presenti diversi connettori; per poter far funzionare il PC è necessario collegare almeno monitor e tastiera, anche se nulla vieta di collegare subito anche il mouse e la stampante (se presente). Fatto questo, collegare il cavo di alimentazione sul retro dell'alimentatore e il cavo di alimentazione del monitor e accendere sia monitor che PC; dopo qualche secondo lo schermo dovrebbe accendersi (nei monitor digitali, praticamente tutti quelli prodotti da un paio di anni a questa parte, è presente un led che ha colore arancione/rosso quando il monitor è in standby, cioè non riceve segnale, e verde quando invece riceve segnale dalla scheda video) e dovrebbero essere visualizzate le prime schermate di avvio del sistema, quelle della fase di POST (Power On Self Test, test automatico di avviamento).

Se si osserva con attenzione questa schermata si vedranno indicati il quantitativo di memoria e il tipo di processore installati; se la procedura di installazione è stata corretta noteremo come la frequenza di clock indicata per il processore sia quella di default e il quantitativo di memoria indicato pari a quella installata. Premendo, durante la fase di POST, il tasto DEL, oppure un altro tasto indicato sullo schermo, si può entrare nel setup della motherboard; alla voce Standard Cmos Setup è possibile impostare l'ora corretta e il tipo di floppy drive installato, mentre a quella IDE HDD Auto Detection far riconoscere in automatico al sistema l'hard disk (o gli hard disk) collegati ai canali EIDE; se non viene riconosciuta la presenza di nessun hard disk vuol dire che si sono sbagliati dei collegamenti, cioè o sono rovesciati i cavi oppure il connettore di alimentazione è inserito male. Se il led del floppy drive è sempre acceso vuol dire che il cavo di segnale è stato inserito al contrario, un errore piuttosto comune.

 

 

 

Durante la fase di POST, quando avviene la verifica dell’hardware installato, possono essere riportati dal sistema diversi tipi di errori; per comunicare un determinato errore il bios emette una serie di bip (questi valgono in particolare per il bios AMI):

 

1 bip:         DRAM refresh failure

Si verifica il tempo necessario per eseguire un’operazione di refresh. Il test si basa sulla differenza di due tempi presi con una sorta di cronometro. Se la differenza di questi tempi è minore di 6, allora il test è andato a buon fine.

 

2 bip:         Parity circuit failure

 

3 bip:         Base 64k RAM failure

Per i primi 64 kbyte della ram, il test è effettutato con una scrittura/lettura sequenziale di ogni singola cella utilizzando un valore noto.

 

4 bip:         System timer failure

Se il test non termina correttamente viene emessa la sequenza di bip e si blocca; se invece l’esito negativo del test non è particolarmente allarmante, allora il sistema memorizza l’esito della prova in memoria e l’utente sarà avvertito con dei messaggi sul video.

 

5 bip:         Processor failure

Viene fatta eseguire alla CPU una semplice procedura, che si concretizza col copiare un numero in tutti i registri macchina; dopodiché viene controllato se il contenuto dei registri è effettivamente quello impostato dal bios.

 

6 bip:         Keyboard controller gate A20 error

Il bios spedisce al controller della tastiera il comando esadecimale AA. In risposta è atteso il valore esadecimale 55.

 

7 bip:         Virtual mode exception error

Tramite l’interrupt 15h del bios, si esegue lo switch del processore in modalità protetta. Se il processore non ci riesce, un opportuno messaggio a video informa l’utente dell’esito. Se invece si ottiene un’eccezione, il bios emette la serie di bip.

 

8 bip:         Display memory R/W test failure

Viene verificato il tipo di scheda video installata e successivamente viene eseguita una lettura/scrittura sulla ram del dispositivo. Inoltre vengono eseguiti ulteriori test sulla scheda video.

 

9 bip:         ROM-BIOS checksum failure

Questo test deve assicurarsi della consistenza del contenuto del bios; perciò un’apposita procedura calcola una sorta di CRC del contenuto del bios, confrontandolo successivamente con quello che è stato precalcolato in fase di memorizzazione della ROM.

 

 

Oltre a questi vengono svolti anche altri test, come il calcolo della quantità di memoria disponibile, la verifica dei controller, la corretta installazione delle periferiche all’interno degli slot della scheda madre, il controllo del contenuto del CMOS ed il test di validità della batteria CMOS.

 

Terminata la fase di POST, se il sistema non ha riscontrato errori si prosegue con il caricamento del sistema operativo: per innescare questa fase, detta di BootStrap, il bios usa l’interrupt 19h, al quale è legata la lettura dei primi 512 kb di una periferica di memorizzazione (questi 512 kb saranno copiati nell’area di memoria il cui segmento reale è all’indirizzo 0000:7C00). Il sistema cercherà quest'ultimo prima dal lettore floppy, dal lettore cd (dipende dai settaggi del bios) poi dall'hard disk; non trovandolo in nessuno dei due (perché non è stato inserito nessun floppy disk e l'hard disk deve essere ancora formattato) si fermerà visualizzando la scritta:

 

No system disk; press enter to reboot

 

Questo accade perché è necessario fornire al sistema un dischetto di avvio, meglio noto come dischetto di boot, dal quale caricare i comandi necessari per l'avviamento del sistema operativo.

Alla schermata "No system disk; press enter to reboot" è possibile vedere, nella parte superiore dello schermo, quali IRQ della motherboard siano utilizzati e da quali periferiche; un modo semplice per capire se vi siano conflitti tra le periferiche installate (eventualità non così remota se queste sono numerose) è quello di leggere tutti gli IRQ occupati e vedere se due o più periferiche abbiano lo stesso IRQ (se viene indicato N/A vuol dire che la periferica in questione non necessita di un IRQ). Qualora vi sia un conflitto di qualche natura è necessario cambiare manualmente gli IRQ utilizzati, entrando nel setup del BIOS alla voce PNP/PCI Configuration o simile e lavorando sulle diverse voci. Sempre da setup è possibile intervenire su altri parametri di funzionamento del sistema, come ad esempio i timings della memoria, ma si tratta di operazioni non indispensabili per far funzionare il sistema correttamente.

  

Per una corretta messa a punto del PC è spesso necessario intervenire su ulteriori funzioni del BIOS: per fare ciò è necessario entrare nel Setup del BIOS premendo all’avvio il tasto DEL (o CANC se la tastiera è italiana).

 

 

 

BIOS

 

 

Il BIOS è un insieme di istruzioni con cui il computer ha la possibilità di riconoscere l'hardware installato nella macchina; esso è fisicamente residente all'interno di un chip della scheda madre detto Flash Rom del Bios; tali istruzioni permettono al Pc di riconoscere le periferiche grazie alle informazioni che il Chipset della scheda madre assicura al Bios stesso; quest'ultimo provvede poi a registrarle tramite una batteria detta CMOS Ram, in modo che siano rese disponibili al sistema ad ogni accensione. Scopo di tale tecnologia è quello di offrire al sistema operativo che verrà installato una sorta di elenco già compilato delle periferiche presenti. Il carattere comune a tutti i Bios, a prescindere dalla scheda madre, è la possibilità di incidere su molti parametri al fine di configurare in modo ottimale ogni componente del Pc. In questo paragrafo vi illustrerò pertanto le voci più importanti del Bios, tralasciando quelle che incidono poco o nulla sulle prestazioni del sistema.

 

Qui sotto sono elencate tutte le funzioni dei BIOS della Award Software.

 

 

Standard CMOS Setup: in questa sezione si impostano l'ora e la data e si indicano le caratteristiche degli hard disk eventualmente presenti, nonché il tipo di floppy drive installato. I parametri degli hard disk possono essere inseriti manualmente oppure scelti da un database di dischi, oppure ancora si può far riferimento ai valori impostati tramite la procedura di autodetection. La voce Halt On permette di impostare una serie di eventi (ad esempio il mancato collegamento della testiera o l'assenza del driver floppy) che, se si verificano, fanno bloccare il computer e visualizzare un messaggio di errore. Se si cambiano spesso gli hard disk installati (ad esempio se si ha una slitta) può essere comodo impostare su AUTO i parametri degli hard disk in modo che in fase di POST venga sempre controllato che tipi di dischi sono collegati e quali le loro caratteristiche. In questo menù non è possibile specificare la presenza di un lettore di CD-Rom ma questo viene riconosciuto automaticamente in fase di POST.

 

Bios Features Setup: tale menù permette di selezionare tutti i parametri che fanno riferimento alle operazioni di POST e al normale funzionamento delle periferiche:

 

Virus Warning: se tale opzione è attivata in caso di tentativo di scrittura del boot sector o della tabella delle partizioni presenti sul disco, tipiche operazioni che i virus effettuano, viene emesso un messaggio di allarme.

 

CPU Internal Cache: abilita o meno l'utilizzo della cache interna della cpu (la cache di 1° livello o L1): abilitare tale voce per avere maggiori prestazioni.

 

External Cache: abilita o meno l'utilizzo della cache esterna presente sulla motherboard (la cache di 2° livello o L2): abilitare tale voce per avere maggiori prestazioni.

 

Quick Power On Self Test: se tale voce è attivata il tempo necessario per eseguire all'avvio il check della memoria è sensibilmente ridotto ma alcuni tipi di test non vengono eseguiti.

 

Boot Sequence: specifica la sequenza con le quali le unità (floppy, dischi EIDE, lettore CD-Rom, unità SCSI, lettore LS120/ZIP) vengono lette alla ricerca del sistema operativo (è necessario impostare l'unità A come prima della serie se si vuole fare il Boot da Floppy Disk).

 

Swap Floppy Drive: se sono installati due floppy drive questa voce permette di impostare l'unità fisica A come unità logica B e viceversa; in pratica permette di scambiare tra i loro i nomi dei due floppy senza dover procedere a spostarne le connessioni.

 

Boot Up Floppy Seek: durante la procedura di post, se tale voce è abilitata il bios cercherà di  determinare se il floppy drive collegato è a 40 o a 80 tracce (il lettore a 360Kbyte è a 40 tracce, mentre quelli a 720Kbyte, 1.2 Mbyte e 1.44 Mbyte sono a 80 tracce).

 

Boot Up NumLock Status: se tale voce è abilitata il tasto Num Lock della tastiera viene lasciato attivato al termine della procedura di Post e viceversa.

 

Typematic Rate Setting: se abilitato permette di impostare manualmente il Typematic Rate e il Typematic Delay.

 

Typematic Rate (Chars/Sec): è il numero massimo di caratteri che possono essere battuti al secondo digitando con la tastiera.

 

Typematic Delay (Msec): è il numero di millisecondi passati i quali è possibile ribattere un tasto della tastiera.