BREVE CENNO SULLA CANZONE NAPOLETANA
BREVE
CENNO SULLA CANZONE NAPOLETANA
Lorigine
della canzone napoletana si può far risalire al mito di Partenope (una delle
sirene che tentò inutilmente di ammaliare Ulisse).Più propriamente si deve alla
voglia dell'uomo di esprimere un sentimento che può essere di gioia o anche di
dolore. Ma come dice Luca Torre "La canzone di cui parleremo non è quella
degli stilnovisti, di Dante, di Petrarca, di Carducci o di Leopardi; bensì la
canzone così come la intendiamo noi oggi e che più pertinentemente dovrebbe
essere detta canzonetta... o canzoncina..." (S. Di Giacomo Poesie e
canzoni, Luca Torre editore).
Ma questa
canzonetta o canzoncina, che in lingua corrente viene ormai comunemente detta
canzone, e basta, col tempo si è diversificata in tre tipi di espressione
musicale, come giustamente avverte Sebastiano di Massa:
l) Canzone
popolare
2) Canzone
popolaresca
3) Canzone
napoletana nobile d'autore.
Canzone
popolare, o canto popolare, è quel tipo di composizione frutto di un'anima
collettiva o anonima, in cui il popolo si identifica in un tuttuno di poesia e
musica. Pertanto canto popolare è tutto quanto di spontaneo sorto dal popolo,
lo stesso che lo tramanda oralmente di epoca in epoca.
Canzone
popolaresca è, invece. un canto d'autore destinato al popolo e ispirato dal
comune sentimento popolare. Per ciò stesso musica e canto nascono in momenti
diversi: occorre un poeta e un musicista.
Dice Aurelio
Fierro: "La città di Napoli, in se stessa, è povera di canti popolari e,
come tale, incapace di alimentare i suoi canti popolareschi.
Canzone
nobile d'aurore è canzone nobile per eccellenza e per intensità di ispirazione
e trasferisce in versi rarefatte atmosfere crepuscolari e vedutistiche
vibrazioni-visioni della città-mondo in cui vive ed opera il suo autore. Essa è
composta di poesia lirica soggettiva, non scritta per il popolo. ma
rispecchiante ed esprimenti liricamente lo stato d'animo del poeta. In tal modo
la canzone d'autore viene elevata a forma d'arte. L'esponente più autorevole di
questo tipo di canzone è senza alcun dubbio Salvatore Di Giacomo.Musicisti come
il Tosti, il Denza, il Costa, diedero una specifica fisionomia a questo tipo di
canzone, unitamente alla vena di veri poeti come Di Giacomo, Bovio, Murolo,
Tagliaferri, E.A. Mario, ecc.
Ancora in tal
senso la canzone napoletana oggi continua a produrre con i versi di.Salvatore
Palomba e le musiche di Sergio Bruni (Carmela) o con versi e musica, ma legata
a ritmi d'oltreoceano. di Pino Daniele.
Ma da quando
può far data l'origine della canzone napoletana?
Per la
canzone popolare si puó far risalire al 1200 circa. Sulle colline del Vomero,
le belle ragazze invocavano il sole (quell'Ebone dio di napolitani come dice
Giulio Cesare Capaccio).
Jesce sole,
jesce sole
non te fa'
cchiù .suspirà.
Siente maje
che le ffiglole
hanno tanto
da prià.
La canzone
popolaresca va da Michelemmà (1650 circa) attribuita a Salvator Rosa fino a
Fenesta ca lucive (del 1842) di A. Luongo con musiche, pare, ma non è certo, di
Vincenzo Bellini.
Morta la
festa di Piedigrotta, soprattutto per il suo apporto canoro, sono sorti vari
festivals, tra cui quello della Canzone Napoletana.
Anche questo
col tempo è venuto a mancare. Non, però, la vena canora dei napoletani e dei
poeti che alimentano la vena canora della città più bella del mondo,la più
dolente, ma proprio per questo la più lirica tra 1e città del mondo.